Analisi tecnica dei mercati: Dow Jones, oro, palladio, platino, 22/12/2018

  • 22 Dicembre 2018
  • by Blogger

Nuovo appuntamento con l'analisi tecnica dei mercati canonici. In questo spazio parleremo di idee personali ed analisi secondo il nostro giudizio, di conseguenza non rappresentano affatto un invito automatico all'azione. Cerchiamo di norma di fornire un background quanto più completo possibile per permettere anche ad altri di trovare la propria strada laddove c'è nebbia. Iniziamo col gli ultimi andamenti dei emrcati azionari. In particolare i tre più grandi indici americani (Dow Jones, Nasdaq, S&P 500) hanno tutti sfoggiato una death cross nel loro andamento, ovvero quando la media mobile a 50 giorni incrocia al ribasso la media mobile a 200 giorni, e questo segno è un indicatore estremamente bearish. Infatti, come vediamo dal grafico qui sotto, quando un andamento parabolico entra nella sua fase correttiva, è altamente possibile che perda oltre l'80% del suo valore sin dal picco. Con Bitcoin da circa $20000 siamo arrivati a poco meno di $4000. Con il Dow Jones da circa 27000 finiremo sotto i 18000.

 

Ma il vero test per il Dow Jones, ad esempio, arriverà sul grafico mensile in prossimità dei 14000 punti, poiché è destinato a ritestare la media mobile a 200 giorni in questo arco temporale. Nel frattempo, è sceso del 7.3% dall'ultimo rialzo dei tassi e del 15% sin dal picco a ottobre. L'indice S&P 500 invece è sceso del 16% sin dal picco a ottobre. Powell ha annunciato che ci saranno altri due rialzi l'anno prossimo, ma non crediamo che ci saranno nel primo trimestre a seguito di questo disastro incombente nel mercato azionario. La soglia critica oltre la quale verrà scatenata una crisi diffusa sarà a 3.25%. Ed è per questo che l'oro funge da protezione nei momenti critici, visto che scherma gli investitori dai pericoli derivanti dall'esposizione ad asset che sono stati gonfiati in valiore da una politica moentaria estremamente allentata. Il reverse to the mean rappresenterà propellente per il metallo giallo. Non è un caso infatti che poco prima del rialzo dei tassi i mercati avessero sperato in una pausa da questo percorso di normalizzazione e l'oro sia calato. Ma una volta annunciato l'effettivo rialzo, l'oro ha subito recuperato la "perdita".

 

Questo comunque non ha affatto intaccato il movimento che l'oro ha messo in atto sin dallo scorso settembre: come se stesse salendo una scalinata.

 

Nello specifico ha dapprima testato e rotto il livello di ritracciamento di Fibonacci a 0.382. Trovandovi supporto, ha proseguito e adesso sta testando la resistenza successiva a 0.5.

 

Anche qui, una rottura e una tenuta del supporto significherà proseguire verso la resistenza successiva posta al livello 0.618, in prossimità dei $1300.

 

Promettente è anche il mercato dell'argento che, come indicato nell'analisi della settimana scorsa, sta percorrendo un bullish pattern all'interno di un bullish rectangle. L'anno prossimo sarà molto itneressante per questo metallo. Meno roseo, invece, è il destino attualmente del palladio il quale sta seguendo un pattern chiamato rising wedge, il quale lo porterà a ritracciare lungo il seguente andamento parabolico recente.

 

L'altro metallo prezioso promettente è invece il platino, il quale ha raggiunto minimi di prezzo che non si vedevano dal 2008.

 

Ma in questa fase di mecato ciò che ha davvero molta importanza per gli smart money, non è il prezzo spot, bensì i rapporti tra i vari metalli. Infatti guardate ad esempio il rapporto platino/oro, ai minimi di sempre. Questo significa che a breve sarà inevitabile un aumento dei prezzi del metallo bianco rispetto al metallo giallo.

 

Lo stesso discorso vale per il rapporto oro/argento.

 

E ancora più importante è il rapporto Dow/oro, perché questo è un segnale fondamentale per capire quando entrare ed uscire (per coloro interessati) dal mercato dell'oro ed entrare in quello delle azioni. Infatti quando questo rapporto scenderà sotto i 5 punti, allora quello sarà il segnale che gli smart money attendono per tornare ad investire nelle azioni.

 

Le banche centrali credono che fino a quando non ci sarà un'inflazione dilagante, allora possono continuare a fare il loro gioco senza disturbo alcuno. Ma in un'economia mondiale in cui i livelli di debito hanno raggiunto cifre astronomiche è solo una questione di tempo prima che un focolaio di inflazione si trasformi in una corsa galoppante verso le uscite. Questo è il motivo principale per cui i metalli preziosi e in particolare l'oro, al di là dei fondamentali di mercato, rappresentano un hedging importante nella fase di bust del ciclo del credito in cui stiamo entrando. Non si tratterà più di ritorni sul capitale, ma della protezione del capitale a propria disposizione.

Francesco Simoncelli

 

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